Cancro, tassi di sopravvivenza + 17% in 5 anni

Studio Aiom-Airtum fotografa la diffusione dei tumori in Italia

Aumentano in Italia le probabilità di sopravvivere a un tumore. Nel 2015, le persone che hanno ricevuto una diagnosi di cancro e sono ancora vive sono circa 3 milioni. Rispetto al 2010, le possibilità di sopravvivenza dei malati sono aumentate del 17%. È quanto emerge dall’indagine “I numeri del cancro in Italia 2015”, pubblicata dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum), che offre un resoconto aggiornato della diffusione delle neoplasie in Italia.

 

Riduzione della mortalità – Il rapporto evidenzia che le possibilità di sopravvivenza dei malati sono aumentate. Nel 2015 risultano vivi circa 3 milioni di italiani cui è stato diagnosticato un tumore. Si tratta di un incremento del 17% rispetto al 2010: più 20% per gli uomini e più 15% per le donne. “Si riduce la mortalità complessiva grazie a terapie efficaci e agli screening ma serve più impegno per la prevenzione – dichiara Carmine Pinto, Presidente Aiom -. È la dimostrazione che l’azione del Sistema sanitario nazionale è efficace. È evidente la riduzione sia della mortalità che dell’incidenza fra gli uomini nei tumori legati al fumo. Per altre neoplasie, come quelle del seno e della prostata, la riduzione della mortalità dell’1,4% e del 2,8% rispettivamente all’anno è dovuta soprattutto all’efficacia delle nuove terapie e alla diagnosi precoce”.

 

Confronto con l’Europa – Anche rispetto agli altri stati dell’Unione Europea, le politiche anti-cancro italiane hanno conseguto risultati positivi. “La sopravvivenza in Italia risulta per molte neoplasie superiore alla media europea – osserva Emanuele Crocetti, Segretario Airtum -. Anche il confronto con i Paesi del nord Europa, dove solitamente si registrano i valori più elevati di sopravvivenza, offre informazioni incoraggianti sull’efficacia globale del nostro Sistema sanitario”.

 

Tumori in calo, ma solo tra gli uomini – L’indagine rileva che nel 2015 gli italiani colpiti dal cancro sono stati 363.300, quasi mille ogni giorno. In particolare, la malattia è stata diagnosticata a 194.400 uomini, circa 1700 casi in meno rispetto allo scorso anno. Tra le donne, circa 168.900, si è registrato invece un lieve aumento dovuto, secondo gli esperti, all’incremento del vizio del fumo. Lo dimostra il fatto che nel giro di 11 anni, tra il 1999 e il 2010, la diffusione del tumore al polmone è diminuita del 20% tra gli uomini, mentre è salita del 36% tra le donne.

 

Neoplasie più diffuse – Il tumore più frequente tra gli italiani è quella del colon-retto, con 52.000 nuove diagnosi nel 2015. Al secondo posto si trova il carcinoma alla mammella, con 48 mila nuovi casi, seguito da quello al polmone (41 mila casi), alla prostata (35 mila casi) e alla vescica (26 mila casi – 21 mila tra gli uomini e 5 mila tra le donne). Nello specifico, la neoplasia più diffusa fra il sesso maschile è il cancro alla prostata, che rappresenta il 20% di tutti i tumori diagnosticati, seguito da quello al polmone (15%), al colon-retto (14%), alla vescica (11%) e allo stomaco (5%). Tra le donne, invece, il tumore più frequente è il cancro al seno (29% di tutte le neoplasie), seguito da quello al colon-retto (13%), al polmone (6%), alla tiroide (5%) e al corpo dell’utero (5%).

 

Numero dei decessi – La pubblicazione riporta anche i dati dell’Istat relativi al 2012, da cui emerge che in quell’anno i decessi attribuibili ai tumori sono stati 177.351. Le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (38%). Il tumore che nel 2012 ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.538), seguito da quello al colon-retto (19.202), al seno (12.004), al pancreas (10.722), allo stomaco (10.000) e alla prostata (7.282).

di Nadia Comerci s.p. (25/09/2015)

da: ilSole24ore